Una bellezza da 365 giorni, ma che in primavera riserva senza dubbio delle sorprese molto piacevoli

Una bellezza da 365 giorni, ma che in primavera riserva senza dubbio delle sorprese molto piacevoli

Alessio Gabrielli  | 04 Apr 2025  | Tempo di lettura: 3 minuti
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Laghi, montagne e passi. Il Passo Nigra in moto, nel pieno del Trentino Alto Adige, è un’esperienza motociclistica che regala panorami unici nel loro genere.

Il Nigerpass (questo il suo nome in tedesco) si trova infatti tra la Val di Tires e il Passo di Costalunga, dunque nelle immediate vicinanze di quel Lago di Carezza che è soprannominato l’Arcobaleno del Latemar per via dei suoi straordinari colori, sia dello specchio d’acqua che della natura circostante.

TrueRiders ti propone un itinerario poco più lungo, con alcune aggiunte davvero interessanti per carpire il meglio dal Passo Nigra in moto.

Passo Nigra in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

Il nostro percorso sul Passo Nigra in moto parte da Nova Levante, dove si trova il Lago di Carezza, detto anche Karersee in tedesco. Piccolissimo specchio d’acqua ai piedi delle montagne del Latemar, è caratterizzato da colori intensissimi, che gli valgono il soprannome di “Arcobaleno del Latemar”.

Facilmente raggiungibile in moto, e dotato di un ampio parcheggio, il Lago di Carezza è la prima tappa verso il Passo di Costalunga. Dai 1.534 metri del lago saliamo fino ai 1.753 metri del Costalunga e ci muoviamo dunque sulla Via Nigra che, in 10 chilometri, ci consegna ai 1.688 metri del Passo Nigra. In cima è possibile trovare solo un punto di ristoro, aperto unicamente durante la stagione invernale e turistica, quando ci sono più turisti (ma meno motociclisti).

Proseguiamo verso nord-ovest, sfiorando le Torri del Vajolet e il Gruppo del Catinaccio, e sfruttando la Strada Provinciale Tires, con i suoi suggestivi tornanti, per arrivare a Fié allo Sciliar, meta conclusa di questo itinerario in moto sul Passo Nigra.

Il Passo Nigra tra il Latemar e il Catinaccio

Il percorso del Passo Nigra congiunge due zone particolarmente ricche sotto il profilo naturalistico, il Latemar e il Parco Naturale dello Sciliar – Catinaccio. Il Gruppo del Catinaccio, o Rosengarten in tedesco, si estende per una superficie di 112 kmq. La sua vetta più alta, il Catinaccio d’Antermoia, supera di pochissimo i 3000 metri di quota.

Merito naturalistico specifico della zona è l’Enrosadira, ovvero il fenomeno per il quale, al tramonto le vette dolomitiche assumono una colorazione rossa. Il fenomeno, che ha scatenato molte leggende, ha in realtà una spiegazione fisica piuttosto essenziale. La roccia, che contiene dolomite (carbonato di calcio e magnesio), se colpita dalla luce ne assume lo spettro rifrangendo la componente rossa. Con l’arrivo della primavera e quindi un conseguente allungarsi delle giornate grazie anche all’introduzione dell’ora legare, potrai godere di questo fenomeno con tutta la calma del mondo.

Oltre all’atmosfera paesaggistica davvero affascinante, questa strada è anche una delle più ripide d’Italia. La sua pendenza arriva a toccare il 24% e non tanto per i motociclisti, ma soprattutto per i ciclisti, rappresenta una sfida molto impegnativa.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 27 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 di creare contenuti web per il sito TrueRiders portando avanti la mia passione per le moto e lo sport



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