Risalire la valle del Serchio, andando ad attraversare tutta la Garfagnana in moto, equivale a intraprendere un viaggio in una terra magica che, curva dopo curva, è tutta da scoprire. Regione montuosa della provincia di Lucca, la Garfagnana si divide fra i dolci pendii appenninici e le aguzze guglie delle Alpi Apuane, che ne delimitano i confini a nord. Di conseguenza, neanche a dirlo, le strade che l’attraversano sono un susseguirsi di curve che, insieme ai panorami che le circondano, lasciano i biker senza fiato. Un itinerario di circa 150 km, dal mare alla montagna, vi servirà per iniziare a scoprire questa terra fantastica, dove la gente ancora parla di folletti e streghe.
Punto di partenza la città di Viareggio, meta famosa per il suo mare e il magnifico carnevale, facilmente raggiungibile dall’autostrada A12. Inizierete percorrendo la SP 1 che, attraversando i borghi di Stiava, Valpromaro e Monsagrati, conduce sino a Monte San Quirico. Il verde dei boschi attorno ben si concilia con una guida rilassata, godendosi ogni curva come un piccolo piacere da assaporare poco a poco. A Monte San Quirico si incontra il fiume Serchio, di cui si inizierà a risalire il corso sfruttando la SS 12, la famosa strada statale dell’Abetone e del Brennero, che vi darà un passaggio sino a Borgo a Mozzano, per entrare finalmente tra i monti della Garfagnana. La SP 2 permette di proseguire verso la meta; il percorso cambia subito aspetto, diventando piacevolmente tortuoso. Le curve si alternano fra ampie e strette, permettendo così al biker di mettere un po’ sotto torchio le gomme che finora si sono riposate. A Castelnuovo di Garfagnana, capoluogo garfagnino, si imboccherà la strada regionale 445 che continua a spingersi verso nord e l’aria, a mano a mano che si sale, si fa sempre più frizzantina. Piazza al Serchio sarà l’ultima fermata della SR445, che cede il posto alla SP 51 grazie alla quale si potrà percorrere un anello, così da scoprire al meglio tutte le bellezze garfagnine. Una volta costeggiato il lago di Gramolazzo, si punterà dritti verso Minucciano, il comune di confine con la Lunigiana; il piccolo borgo si presta perfettamente a una pausa in una piacevole atmosfera medievale, estremamente evocativa.
Un breve tour delle frazioni minuccianesi, Pieve San Lorenzo in testa, sarà perfetto per invertire la direzione e riprendere la SR445 che, curva dopo curva, riporta a Piazza al Serchio e sulla via del ritorno.
Ovunque vi fermerete nella Valle del Serchio, respirerete un atmosfera antica ed evocativa. Per iniziare, il famigerato Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano vi darà il benvenuto in questa Terra; una foto ricordo davanti alle sue gobba marcata sarà d’obbligo. Il suo nome si deve all’antica leggenda (per verità presente in numerosi altri luoghi d’Italia) secondo la quale gli abitanti, per accelerare la costruzione, chiesero l’aiuto del Diavolo che, in cambio, avrebbe richiesto l’anima del primo che l’avrebbe percorso. Altra tappa obbligatoria, a seguire, sarà la collegiata di San Cristoforo, altrimenti nota come Duomo di Barga, gioiello del romanico nella sua declinazione toscana che risale al X secolo. Il candore dei calcari della pietra Alberese di Barga quasi abbaglia i visitatori nelle giornate di sole.
La vecchia locomotiva a vapore di Piazza al Serchio, la prima ad aver solcato la locale strada ferrata e che oggi vigila silente il percorso, sarà l’indicazione che si sta per raggiungere il punto più a nord della regione. Un passeggiata sul lungo lago di Gramolazzo, circondati dalle incantevoli Alpi Apuane, sarà un’ottima scusa per fare una sosta e far riposare la moto prima delle ultime curve sino a Minucciano.
Per concludere in bellezza, con una breve deviazione dal piccolo borgo minuccianese con cui si conclude l’esperienza garfagnina, potrete visitare la Val Serenaia, un incantevole teatro naturale formato dalle vette delle Alpi Apuane, luogo ideale per spegnere un attimo la moto, tutti i pensieri e godersi una pace unica.
Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015
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