Sole, mare e... mimose: è in Liguria il "borgo giallo" che in primavera si colora con la pianta più bella

Sole, mare e… mimose: è in Liguria il “borgo giallo” che in primavera si colora con la pianta più bella

Stefano Maria Meconi  | 04 Mar 2025  | Tempo di lettura: 4 minuti

Marzo è il mese della primavera che arriva, in molti casi lo è anche della Pasqua (ma non nel 2025, visto che cadrà addirittura il 20 aprile), ma sicuramente lo è della giornata internazionale della donna, che viene celebrata ogni 8 marzo. E proprio a questa importante ricorrenza civile è associata la splendida mimosa, una pianta dai tipici fiori gialli, profumatissima e sin dal 1946 fiore simbolo delll’8 marzo in Italia. La si regala alle donne amate, qualsiasi sia il legame che a esse ci unisce, ma spesso lo si fa senza conoscerne curiosità e provenienza. Proprio per questo motivo, vogliamo portarvi dalle parti di Bordighera, nell’estremo Ponente ligure, quasi al confine con la Francia: qui nasce l’80% di tutte le mimose vendute in Italia. E scoprire questa piacevole località di mare a marzo è, indiscutibilmente, un piacere per la vista e per l’olfatto. Partiamo?

Bordighera in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

Partiamo dal centro di Bordighera, inseguendo sin da subito il percorso della SS1, quella celeberrima Via Aurelia che sin dall’epoca romana unisce Roma a Ventimiglia. È proprio questa la città che tocchiamo, proseguendo il nostro viaggio verso ovest, toccando i giardini botanici Hanbury e oltrepassando il confine fino a raggiungere il centro di Mentone (Menton). Lasciamo la costa e prendiamo la D2566, verso la zona del Castillon, ricca di curve, tornanti e di viadotti su spazi di pura bellezza. Tramite la D2566A arriviamo a Sospello, poi D2204 per Le Golf e da qui D93 che supera il Col de Vescayo per rientrare in Italia. Qui siamo sulla SP73, per Olivetta e San Michele, poi SS20 che passa per Airole e ridiscende il corso del fiume Roia rientrando a Ventimiglia dopo circa 62 chilometri di percorso, internazionale peraltro.

Non solo Sanremo: ecco l’altra città dei fiori in Liguria

Sanremo ha il Festival della canzone italiana, ma ovviamente ha anche i fiori. E lo stesso (no, non per il Festival) può dirlo Bordighera, che gode di quel clima mite durante tutto l’anno tipico della Riviera di Ponente. La Liguria è così: tutti la danno per scontata, pochi ne parlano, eppure esiste ed è una delle regioni più eleganti d’Italia. Un’eleganza che è fatta di villini Liberty affacciati sul Mar Ligure e di scorci naturali. Gli stessi che, insieme, ritroviamo nel Giardino esotico Pallanca. Qui non ci sono le mimose, perché il focus è sui cactus e le succulente, diffuse su uno spazio di oltre 10.000 metri quadrati che Giacomo Pallanca, lasciata la sua Airole, coltivò insieme a Ludwig Winter. Ben 3000 varietà di piante per uno spazio aperto al pubblico dal 1989 e visitabile durante tutto l’arco dell’anno.

La coltivazione di questa pianta così bella la ritroviamo soprattutto nei dintorni della località, tra Vallebona Perinaldo, dove l’inverno non è mai così freddo e l’estate non è mai così umida. Facile da far sviluppare, la mimosa la si vede in primavera che spunta a macchia d’olio in un paesaggio di uliveti, vigneti e ogni altro genere di natura dalle mille sfumature di verde. Ed è un simbolo di un territorio a tratti aspro, schivo, eppure allo stesso tempo bellissimo perché semplice, non urlato.

Tornando al centro di Bordighera, ci facciamo conquistare dal sentiero del Beodo, alla stessa maniera di quanto avvenne a Claude Monet, che dell’attuale Liguria fu frequentatore assiduo (tante le parole, e i dipinti, spesi per la vicina Dolceacqua). 2 chilometri, 180 metri di dislivello e tanti punti d’interesse, tra cui due ulivi gemelli secolari, la bella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena e l’auriva di San Giuseppe, un altro albero d’ulivo che produceva molti frutti e che, una volta venduti, permettevano di sopperire ai costi della manutenzione di un altare.

Un piatto simbolo di queste terre: il brandacujun

Il nome è un po’ curioso, ma il sapore è inconfondibile. Soprattutto, il brandacujun, specialità di Bordighera e di gran parte dell’Occitania francese e della provincia di Imperia, è la cartina tornasole della cucina di queste parti. Gli ingredienti sono semplici ma gustosi: stoccafisso, patate, prezzemolo, olio (rigorosamente ligure), limone, sale e pepe. Ma la vera particolarità sta nella preparazione, che prevede un continuo movimento della pentola, affinché il merluzzo si sfilacci, risultando in un sapore delicato e una consistenza morbidissima.

Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015



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