Per chi vuole unire mototurismo e natura, una meta assolutamente da non perdere nel Basso Lazio sono i Giardini di Ninfa. Pensate che, qualche anno fa, il prestigioso giornale americano New York Times li ha nominati come il parco più romantico al mondo. È un misto tra un borgo del quale la natura si è riappropriata, un’oasi di campagna e tutto il fascino di un luogo dove coppie, famiglie e viaggiatori amanti del verde vogliono trascorrere una giornata diversa.
Il consiglio infatti è proprio quello di dedicarci una giornata, o forse più. La zona in cui si trova, tra i Castelli Romani e la Ciociaria, è perfetta per le gite in moto. Quindi, cosa aspettate? In sella, si parte verso il verde di Ninfa!
L’itinerario parte da Norma, e affronta le curve di Via Norbana per circa 9 chilometri, con tappa intermedia ai Giardini di Ninfa. Da qui si prosegue sulla Via Ninfina, che costeggia l’Abbazia di Valvisciolo; in circa 7 chilometri si arriva a Sermoneta, dove parcheggiare fuori del centro storico e proseguire a piedi.
12 chilometri, sulla Via Valvisciolo, portano a Bassiano, ritornando per un tratto verso Valvisciolo e poi girando a destra. La Via Sezze congiunge quest’ultima con Bassiano, un tratto in leggera discesa che passa in una zona verdissima. Da Sezze a Monticchio (14,3 km) il tratto della Via Romana Vecchia è in buona parte pianeggiante e facile.
Uno scorcio primaverile dei Giardini di Ninfa
I Giardini di Ninfa si trovano a Cisterna di Latina, circa 15 km dal capoluogo del Basso Lazio e a 80 km da Roma. Si può arrivare sia in autostrada (A1, uscita Valmontone e poi SP600) o con la SS148 Pontina (uscita Borgo Baisinizza, poi strade locali fino a Ninfa). In alternativa, è anche possibile percorrere la Via dei Laghi e attraversare i Castelli Romani, altra zona del Basso Lazio che merita sicuramente la visita. La storia dei giardini è relativamente recenti, essendo stati aperti al pubblico nel 1921 dal duca Gelasio Caetani di Sermoneta, ma il parco ingloba i resti di un borgo medievale abbandonato. È proprio la commistione di elementi naturali e opera dell’uomo a renderlo così speciale.
I Giardini di Ninfa si estendono per oltre 100 ettari e ospitano numerosi edifici, tra cui l’antico Castello Caetani con la torre merlata, il Palazzo del Municipio, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il Ponte del Macello. Tutto è circondato, immerso e protetto da enormi spazi alberati, prati all’inglese, fiumiciattoli, cascate e viali alberati. Soprattutto nei mesi primaverili e in estate, visitare i Giardini di Ninfa significa fare i conti con una natura straordinaria. Il modo migliore per ammirarla è ovviamente passeggiando, affacciandosi dagli antichi ponti romani in pietra che superano il fiume Ninfa.
All’interno del Giardino di Ninfa si conservano inoltre i resti dell’Hortus Conclusus, il giardino delle delizie voluto da Nicolò III Caetani nel Cinquecento. Il cardinale, appassionato di botanica, fece costruire un giardino delle delizie ispirandosi alle ville palladiane in Veneto. Al suo interno, protetti dalle mura, erano coltivati preziosi agrumi tra cui delle cultivar tipiche della zona. Abbandonato dopo alcuni secoli, oggi si possono ammirare alcune fontane e piscine in pietra.
Per qualunque evenienza il sito ufficiale del Giardino di Ninfa è questo qui, mentre qui ci trovi i biglietti.
Il Castello Caetani di Sermoneta, con vista dall’alto
In poco più di 50 chilometri, il percorso che vi abbiamo proposto intorno al Giardino di Ninfa è ricchissimo di cose da vedere, tra cui la bella località di Norma con il suo Museo del Cioccolato di Norma, l’unico del suo genere nel Lazio e uno dei pochi in Italia dedicato a questo straordinario prodotto. Per dirlo, costo ingresso con degustazione € 2,50.
Non lontano, gli scorci medievali dell’Abbazia di Valvisciolo che risale addirittura all’VIII secolo e il borgo di Sermoneta sono dei veri e propri inviti a godere della storia del Lazio. Infine, per chi non rinuncia in ogni viaggio a un po’ di gusto, ci sono altre due mete sicuramente sfiziose: la prima è Bassiano, celebre per la produzione di un gustoso prosciutto crudo; la seconda è Sezze, dove gustare numerosi prodotti tipici (carciofi, mozzarelle e visciole) con vista sui Monti Lepini.
Scrivo cose per professione. Paragono dettagli per passione. Accarezzo gatti per amore. Laurea in Comunicazione, classe '94, un uomo semplice: vedo cose belle, metto like. Poi mi incuriosisco, mi informo e vi rendo partecipi di dove crearvi bei ricordi.
Risalire la valle del Serchio, andando ad attraversare tutta la Garfagnana in moto, ...
Qualcuno l'ha chiamato "la Pompei medievale del Biellese", per sottolineare quanto ...
Nel cuore del Lazio, a non molti chilometri dalla Capitale, c'è una piccola città ...
©
2025 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur